Day VS Night nutrition tips

Ready?…Fight!

Nello sport ci sono sempre stati atleti “antagonisti”, la storia ci ha regalato Borg vs Mcenroe, Lauda vs Hunt, Rossi vs Biaggi, Pizzolato vs Bordin un po’ in stile Batman Vs Superman dove personalità di spicco vivono e condividono lo stesso sport in modo diverso, con un approccio completamente, se si può dire, agli antipodi l’uno dall’altro…

Qui si parla di nutrizione ed io mi ritengo estremamente fortunato a conoscere due simpaticissimi atleti a cui posso dedicare questa intervista doppia “day VS night nutrition tips”. Quindi, prima di tutto, un grazie ed un applauso ai protagonisti… siete pronti? Azione!

Nome?

Tommaso Bassa (Tommy)

Francesco Rigodanza (Rigo)

Peso?

Tommy: 73 kg

Rigo: 75 Kg

Età?

Tommy: 27

Rigo: 30

La gara che più ti è rimasta nel cuore?

Tommy: Come emozioni, Tahoe Rim Trail 100miles, come ‘scorie’ la 100 e lode 2018

Rigo: Come la maratona Alpina 2019 non c’è niente, solo l’arrivo alla TDH quando arriverò in fondo.

La gara con i migliori ristori che tu abbia mai fatto?

Tommy: Tahoe Rim Trail 100miles: quesadillas, smoothies, anguria ovunque, patate bollite e speziate, pane e nutella ovunque, pane peanut butter e marmellata ovunque, soda e soprattutto 7UP in ogni ristoro. Meglio di un bacaro tour.

Rigo: Il Tor des Geants… Per credo religioso sosta minima consentita ad ogni ristoro 30 minuti. Di più se abusivi.  Ricordo prosciutto alla brace, polenta, pizza, roast beef, purè, coppe gelato, strudel, tortelli, formaggio, non so quanta motzetta. Ho preso 2 kg in 270 km. Però non ero molto “in gara”.

Il tuo miglior piatto pre gara quando si parla di carboloading?

Tommy: Riso, patate bollite e una spruzzata di olio al tartufo che… “Chef Barbieri… spostati!”. Consumare caldo.

Rigo: Se la logistica lo concede, piatto di pasta col tonno. Altrimenti due panini con la Nutella. A seguire, sempre, colazione con caffè e brioche al bar. Ma il mio ultimo tempo sulla salita al Cornetto l’ho fatto a 30 minuti da un Bacon Burger Menu del Burger King quindi il carboloading è opinabile.

Il tuo più grande errore nutrizionale in gara?

Tommy: Rio del Lago 100miles: di fronte alla crescente paura (e sensazione) di disidratazione, dal km 100 inizio a girare con una borraccia carica di brodo di pollo caldo che continuo a riempire ad ogni ristoro. Verso la fine lo bevo anche freddo: tanto, per la sapidità, non mi sento più labbra e lingua, e piscio comunque arancione (ma almeno piscio, penso). Nei km conclusivi, tracanno senza senso lo schifo di brodo, mi sento un ovetto di ritenzione idrica: ho sale ovunque tranne dove probabilmente dovrebbe stare: nelle cellule.

Rigo: Marathon des Sables, prima di partire ci avevano dato un sacchetto di pastiglie di sale da cucina, dicendo di prenderle per le perdite di Sali e boh… l’accento era francese, non so se ho capito bene, magari era per la pasta, sta di fatto che al 30° km del primo giorno ho avuto la brillante idea di mandarne giù 5-6, berci un pochino di acqua assieme, sentire la morte e vomitarle dopo 15 minuti di crampi. Più provato

Certa gente in gara per magia riesce a mangiare le peggiori combinazioni cioccolato/ salame/ mela/ grana/ ancora cioccolato/ ma dai un pezzetto di prosciutto può starci… tu hai racconti dell’orrore (gustativo) da condividere?

Tommy: Credo proprio quella sensazione di brodo sapido e rancido che dopo ore batte sul palato. Ci mischi del caffè perché è notte, l’ennesimo gel perché è passata mezz’ora dall’ultimo e #viabene di gusti trash memorabili.

Rigo: La prima combinazione mai provata è stata speck e arance ma ricordo anche uovo sodo e uvetta, tonno e Actimel, pane nutella e soppressa, brodo e Coca cola… tutto è mischiabile

Quando fai il serio mangi gel? Se si ogni quanto?

Tommy: La mia nutrizione di gara si basa sui gel. Ne uso di diversi marchi: alcuni più zuccherini e di solito contenenti Caffeina, altri più basici e liquidi per apportare il giusto quantitativo di carboidrati senza avere quella sensazione acida in bocca. Generalmente sulle gare lunghe a ritmo moderato utilizzo una combinazione costante di due gel ‘diluiti’ consecutivi e uno più strong, per poi ricominciare il ciclo. A volte invece li alterno in un rapporto 1:1 dipende dall’intensità con cui mi muovo. Negli ultimi anni di lunghe distanze sono passato a un gel ogni ¾ d’ora a un gel ogni mezz’ora.

Rigo: So che per l’energia fornita, il gel rimane la cosa migliore, ma non mi è molto appetitoso. In una gara da 4-5 ore ne uso due o tre. Solitamente poco prima di una salita lunga. Per il resto in gara uso comunque moltissimo i ristori prendendo molti cibi solidi, perlopiù biscotti o fette biscottate. E devo ancora finire una gara lunga senza bere birra per strada.

Raccontaci il tuo “the meal after” il tuo piatto preferito post gara?

Tommy: Probabilmente qualcosa che contenga cioccolata e che generalmente non posso assumere durante il giorno perché non lo digerisco bene: un milkshake bello strong ad esempio. Tanto di solito il tuo stomaco è già in difficoltà, tanto vale dargli il colpo di grazia.

Rigo: Se la gara è andata bene solitamente non ho fame. Solo voglia di yogurt, angurie e birre.

Che consiglio nutrizionale in generale daresti a chi pratica il tuo sport?

Tommy: Provare tante cose diverse e soprattutto imparare a nutrirsi durante gli sforzi con durate superiori alle due ore. Per tanto tempo ho affrontato i lunghi, in preparazione alle gare Ultra, senza nutrirmi molto né bere adeguatamente, in nome di chissà quale ricerca di adattamento metabolico. CAZZATE! E te ne accorgi subito appena inizi ad allenarti con una corretta integrazione: ti vivi tutto meglio e con maggiore forza. L’allenamento è più godibile e rende di più perché non arrivi a demolirti: i muscoli rimangono carichi di apporto di nutrienti e la resa è utile alla preparazione della gara. Questo influisce anche sul fare una corretta pianificazione di una strategia alimentare basata su quello che riesci o non riesci a integrare, solo provando lo puoi capire.

Rigo: Non sono la persona adatta a dire qualcosa a riguardo. Mi rendo conto di essere abbastanza fortunato riguardo l’alimentazione. Solo due opinioni spicce: 1) tanto è importante allenarsi a correre, quanto, credo, ad allenarsi a mangiare correndo, perché se non si prova prima, mangiare qualcosa in gara può essere problematico 2) trovare il proprio cibo guida. È una cazzata lo so, ma quando corro forte la voglia di cibo cala velocemente e c’è il rischio di toccare quel fondo in cui hai finito le energie e dentro lo stomaco non ci vuole entrare più niente. Per evitare sono andato alla ricerca di quei cibi di cui so di aver voglia sempre e comunque. Sono molto personali ma funzionano. Per me per esempio sono gli Actimel, la frutta, la Radler, gli hamburger, le kinder brioss.

Beh che dire, che spettacolo! Si potrebbe parlare per ore di uno e dell’altro approccio nutrizionale all’endurance, mi piacerebbe vederli seduti sulla poltrona come ospiti di Barbara D’Urso e sentire Panzironi che commenta, ma chissà magari un domani tutto può accadere e allora si che potremmo dire VIA BENE!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *